Epicondilite: La Guida Definitiva per Curarla alla Radice e Senza Ricadute

Se stai leggendo questo articolo probabilmente è perché hai molto male al gomito e tutte le cure che hai provato fino ad ora per guarire dall’epicondilite (o gomito del tennista) non hanno funzionato o hanno agito solo in parte..

Sappi che sei nel posto giusto!

Potrai smettere di cercare invano altri trattamenti perché grazie a questo articolo avrai finalmente un’ idea chiara di cosa devi (e cosa non devi) fare per curare l’epicondilite in maniera definitiva e soprattutto naturale, senza spendere ulteriori soldi in costose terapie o farmaci anti-infiammatori!

gomito del tennista cura

Infatti se fino adesso non sei ancora guarito non è assolutamente colpa tua!

Ma fermiamoci un attimo e permettimi che mi presento:

Mi chiamo Gessica Scocco, ho una laurea in Scienze Motorie, una specialistica nel ramo della rieducazione motoria e un master in Analisi Posturale.

Da quasi 10 anni lavoro nel campo della rieducazione motoria nelle palestre e nei centri riabilitativi.

Negli anni ho avuto a che fare con parecchi casi di epicondilite e devo dire che questa problematica mi ha sempre dato filo da torcere!!!

Molte persone arrivavano in palestra quando ormai le avevano provate tutte e il dolore persisteva ormai da tempo.

Come penso tu sappia l’epicondilite non si manifesta solo agli sportivi (es. classico: tennisti) ma soprattutto a chi esegue per molto tempo dei movimenti ripetuti del polso durante il lavoro.

(Es. uso del cacciavite, del martello, del mouse di un computer, del pennello per imbianchini, ecc..)e

Quando le persone si rivolgevano a me, il dolore ormai era diventato fortissimo ed erano molto preoccupate.

Gli esami che mi facevano vedere solitamente confermavano che si trattava di epicondilite (con specifiche ad es. epicondilite laterale al braccio destro, ecc.).

E appunto rientrando in uno stato preoccupante (visti i numerosi fallimenti dei metodi curanti fatti in precedenza) dovevano prendersi qualche giorno da lavoro per stare a riposo e iniziare delle terapie per curarsi.

Prima di venire da me, nel tempo, le provavano un po’ tutte tra cui anti-infiammatori, laser, teca, onde d’urto! E spesso comprando anche un tutore/fascia.

Ma la realtà è che non guarivano mai del tutto e il dolore si ripresentava, al che mi spinsi a pensare che nel loro caso, l’epicondilite non era proprio da sottovalutare (non lo è mai in realtà, ma per loro ancora di più) e che dovevo creare degli ESERCIZI MIRATI PER ELIMINARE LA PROBLEMATICA ALLA RADICE. Risolvere quindi LE CAUSE.

Ho fatto molte ricerche e finalmente sono riuscita a comporre un quadro specifico della situazione.

Prendiamo in esempio quello sopra citato, l’epicondilite laterale.

Cosa è in pratica l’epicondilite laterale?

epicondilite

E’ una infiammazione dei tendini che collegano i muscoli dell’avambraccio alla parte esterna del gomito. Questa infiammazione può essere molto dolorosa e, nei casi peggiori, impedire i movimenti nelle azioni quotidiane o a lavoro.

E’ evidente che il tutto parte da una eccessiva e prolungata sollecitazione dei muscoli e dei tendini.

Se il dolore viene trascurato e di solito quasi tutti lo fanno, l’infiammazione aumenta comportando:

  • Un forte dolore al gomito che può estendersi fino all’avambraccio e anche al polso

  • Debolezza dell’articolazione

  • Impossibilità di tenere in mano anche semplici oggetti

  • Rigidità

Perchè ti ho evidenziato la rigidità e la debolezza?

Perchè è chiaro che non basta sfiammare l’articolazione con farmaci o terapie.

L’articolazione resterà debole e rigida per cui dopo un breve periodo ti ricomincerà a fare male. La strada corretta per guarire, oltre ad un periodo di riposo iniziale, è ridurre la rigidità del muscolo in modo che l’infiammazione ai tendini diminuisca fino a sparire e allo stesso tempo rinforzare l’articolazione in modo tale da non avere più ricadute!

Sembra logico no?

E invece cosa avevano fatto molti miei pazienti? Avevano fatto solo cure e preso farmaci con lo scopo di sfiammare l’articolazione.

A volte siamo talmente abituati ad eseguire certi schemi che la nostra società ci ha insegnato fin da piccoli che non ci fermiamo un attimo a pensare e ad informarci su cosa ci stia accadendo.

Prova a pensarci, in casi simili non è quello che fanno più o meno tutti?

  • prendono farmaci anti infiammatori o fanno terapie varie ma sempre per sfiammare

  • fanno punture di cortisone

  • usano dei tutori per il braccio

Tutte cose atte a darti un sollievo temporaneo, ad alleviare il sintomo principale ossia il dolore.

Ma non risolvono la causa.

La cosa che fa pensare è che il 90% delle persone ha provato almeno uno di questi metodi su prescrizione anche di medici e dottori.

Ma vediamo nel dettaglio cosa comporta iniziare ciascuna di queste tre cure:

Cura Epicondilite N°1: Usare anti infiammatori e anti dolorifici

epicondilite-anti-infiammatori

Innanzitutto bisogna imparare che il dolore fa parte del processo di guarigione! Significa che il nostro corpo ci sta dando un campanello d’allarme e dobbiamo fermarci un attimo e riposare il braccio.

Purtroppo però siamo abituati a prendere antinfiammatori e anti dolorifici un po’ per qualsiasi cosa;

Mal di testa? Taaaac “ecco il farmaco x”

Mal di schiena? Taaaac “ecco il farmaco y”

Male al gomito? Stessa cosa

Siamo abituati credere che sopprimendo il dolore con anti infiammatori stiamo aiutando il processo di guarigione dell’infiammazione. Ovviamente è sbagliato perché come detto il dolore è un sintomo indispensabile per il processo di guarigione.

Gli anti infiammatori non hanno la capacità di farti guarire in quanto agiscono solo sul sintomo e non sulla causa.

Sono solo una “soluzione” temporanea (se così possiamo chiamarla).

Anzi spesso succede che fanno peggio in quanto non sentendo il dolore la persona in questione è portata a forzare ancora di più il gomito peggiorando enormemente la situazione magari procurandosi delle lesioni!

Per cui sul serio bisogna andarci piano, anche il tuo stomaco ti ringrazierà!

Cura Epicondilite N°2: Usare un Tutore per il braccio

epicondilite-tutore

Immobilizzare il braccio con tutori vari può andare bene nel brevissimo termine se senti particolarmente male o devi svolgere particolari azioni.

Ma tenerlo così per molto tempo va a discapito del processo di guarigione.

Questi tutori o fasce impediscono il normale movimento del braccio rendendo i muscoli già infiammati del gomito più deboli e più rigidi. In questo modo ci metterai molto più tempo per recuperare e comunque non guarirai mai del tutto.

Bisogna fare proprio il contrario invece, ossia continuare a fare quello che si faceva prima, ovviamente cercando di sforzarlo meno ma comunque non bisogna mai immobilizzarlo del tutto.

Successivamente bisogna fare degli esercizi di stretching e ginnastica per diminuire la rigidità del muscolo e rinforzare tutta l’articolazione.

Cura Epicondilite N°3: Iniettare del cortisone

epicondilite cura con cortisone

Quando il dolore diventa veramente insopportabile molti ricorrono a punture di cortisone. Anche questo rimedio, sempre consigliato da un dottore, può andare bene per avere un sollievo immediato ma non deve diventare una abitudine.

Anche perché il cortisone essendo ancora più potente di un semplice anti infiammatorio ti da la falsa sensazione di essere “guarito” e non sempre è vero.

Anzi. Molte volte capita che il dolore svanisce ma la lesione resta.

Tu quindi, torni a fare quello che facevi prima (magari una bella partita a tennis o sollevare pesi importanti per lunga durata) e ti procuri lesioni gravi ai tendini.

Inoltre la male informazione e gli usi comuni ti omettono che il cortisone rallenta ulteriormente la guarigione dei muscoli e dei tendini perché li indebolisce.

Come si deve curare l’epicondilite affinchè sparisca e non ritorni?

Dopo molte ricerche specialiste e dopo aver praticato la cura su moltissimi pazienti, ho avuto modo di eliminare totalmente l’epicondilite dai miei pazienti, semplicemente attraverso degli esercizi e tecniche di manipolazione da fare quotidianamente anche da casa.

Tutto qua?

Si. Tutto qua. Perché vanno ad agire sulle vere cause del problema, e non solo sui sintomi.

Sono degli esercizi di stretching, di ginnastica e di manipolazione per:

    • ridurre la rigidità
  • allungare il muscolo
  •  rinforzare l’articolazione
  • rinforzare tutte le parti del corpo che generano tensioni ai muscoli del braccio infiammato

Se fatti con costanza e accompagnati se possibile da una corretta alimentazione aiutano a ridurre l’infiammazione e a guarire completamente senza avere poi fastidiose ricadute nel lungo periodo!

Quindi ricapitolando so dovessimo fare una scaletta sarebbe questa:

  1. Riposo iniziale – si può prendere anche qualche anti-infiammatorio per alleviare il dolore se proprio hai bisogno. La cosa importante da tenere a mente è che non bisogna fermarsi qui come fanno quasi tutti!

  2. Fare degli esercizi di stretching – per ridurre la rigidità dell’articolazione.

  3. Fare degli esercizi di ginnastica e di manipolazione – mirati per rinforzare l’articolazione di tutte le parti del corpo (anche non del braccio direttamente) per eliminare posture e movimenti errati che inducono l’epicondilite.

Epicondilite: Conclusioni

Non ci crederai ma seguendo questo percorso di cura nel giro di qualche settimana tutte le persone che ho avuto in cura per l’epicondilite (acuta, sub-acuta, cronica) è totalmente guarita.

Ora che abbiamo visto il corretto percorso da seguire e i benefici che ne derivano, scopri come ho guarito dall’epicondilite in meno di 90 giorni tutti i miei pazienti e come puoi farlo anche tu >> CLICCA QUI

Alla prossima

dott.ssa Gessica Scocco